
Il Settore Statistica del comune di Bologna ha realizzato un report e delle dashboard interattive dei risultati di un progetto realizzato da Istat, volto a misurare il disagio socio-economico degli individui residenti in famiglia nel comune di Bologna e in altri comuni italiani.
Per Istat il disagio viene definito come "Condizione in cui gli individui sperimentano difficoltà a soddisfare adeguatamente le loro necessità di base a causa della carenza o insufficienza delle risorse e delle opportunità di tipo sociale, economico, lavorativo ed educativo''.
Il disagio viene misurato mediante un indice composito – Indice di Disagio Socio-Economico di individui e famiglie (IDISE) – risultante dalla combinazione di nove indicatori elementari articolati su quattro dimensioni: sociale, economica, lavorativa, educativa.
L’indice e gli indicatori sono stati calcolati in questa prima fase per i 14 comuni capoluogo delle Città metropolitane più altri 11 comuni italiani.
I dati sono disponibili per due livelli territoriali sub-comunali:
· Aree Sub-Comunali (ASC), per il comune di Bologna sono le Aree Statistiche (dati disponibili per 68 aree).
· Aree di Disagio socio-economico in ambito Urbano (ADU), definite tramite una procedura di tipo sequenziale che aggrega sezioni di censimento contigue ed omogenee rispetto ai valori dell’IDISE (dati disponibili per 12 aree).
Il Settore Statistica del comune di Bologna ha realizzato un Report e delle Dashboard interattive in cui è possibile visualizzare su mappe e grafici l’indice e gli indicatori elementari di disagio socio-economico, per le 12 Aree di Disagio Urbano e 68 Aree Statistiche.
Dall’analisi degli indicatori emergono delle differenze territoriali, per cui nelle aree centrali della città prevale soprattutto la precarietà lavorativa, mentre nelle aree più esterne il disagio è marcatamente educativo e generazionale.
Tra le aree del centro, le aree maggiormente colpite da disagio sono Irnerio, Malpighi e Galvani, che mostrano le percentuali più alte di famiglie senza redditi da lavoro o pensione, e di occupati con contratti “non stabili”.
Tra le aree esterne rispetto al centro si rilevano i valori più elevati di disagio: Pilastro, Villaggio della Barca, Mulino del Gomito, presentano i tassi più alti di basso livello di istruzione tra gli adulti, e di giovani (15-29 anni) che non studiano e non lavorano (NEET).
Un parametro critico trasversale è l'isolamento degli over 70 che vivono soli e senza casa di proprietà, fenomeno particolarmente alto a Rigosa e Mulino del Gomito.
Nel confronto con gli altri comuni che hanno partecipato al progetto, Bologna si distingue per l’alto livello di istruzione e occupazione. E’ al primo posto per incidenza di laureati e al secondo posto per tasso di occupazione.
Nonostante la ricchezza economica, la città presenta segnali di fragilità nella struttura sociale. Bologna è infatti al secondo posto per incidenza di famiglie unipersonali (52,8%), evidenziando una società composta in gran parte da persone che vivono sole.
La città è "vecchia" nel confronto nazionale: si colloca al 12° posto (su 14 capoluoghi metropolitani) per presenza di giovani (0-24 anni) ed è tra i comuni con la minore incidenza di famiglie numerose (5 o più componenti).
Bologna è un polo di attrazione per la popolazione straniera, si posiziona al 3° posto per incidenza percentuale e al 4° per numero assoluto tra i grandi comuni italiani.
Il cruscotto interattivo è disponibile al link
Il report in pdf è disponibile in allegato.

