
Nelle notti del 26, 28 e 29 gennaio 2026, si è svolta in 14 Comuni Centro di Area Metropolitana, tra cui il Comune di Bologna, la Rilevazione nazionale delle Persone Senza Dimora. L’iniziativa, promossa dall’ISTAT e realizzata da fio.PSD, ha permesso di stimare, attraverso un conteggio in tarda serata del 26 gennaio, la popolazione maggiorenne che vive in strada, in sistemazioni di fortuna o ospite delle strutture di accoglienza notturna. Nel contesto del Comune di Bologna sono state conteggiate in totale 597 persone senza dimora, delle quali il 55,9% è stato rilevato in struttura (334 persone) e il restante 44,1% in strada (263 persone).
La realtà bolognese conta 15 strutture di accoglienza di primo livello, di cui 7 informali, e con una capienza media di 26,7 posti letto. A fronte di una disponibilità totale di 400 posti letto, il rapporto tra la capacità ricettiva e il numero complessivo di persone senza dimora rilevate è del 67%. Nel contempo, però, il tasso di occupazione reale delle strutture si attesta all’83,5%, con 334 ospiti effettivi su 400 posti disponibili.
Analizzando il profilo di chi usufruisce dei centri di accoglienza, la componente femminile rappresenta il 18,3% del totale, pari a 61 unità. Dal punto di vista anagrafico, la maggior parte degli ospiti rientra nella fascia d’età compresa tra i 31 e i 60 anni (70,9%), seguita da una significativa quota di ultrasessantenni (19,8%), mentre i giovani tra i 18 e i 30 anni costituiscono il 9,3% dell'utenza. Per quanto riguarda la cittadinanza, il 71,9% degli ospiti ha nazionalità straniera.
Parallelamente, la rilevazione ha anche incluso le 263 persone identificate in strada. Tra coloro con una sistemazione identificata, il 45,7% vive in spazi senza riparo, il 35,1% in spazi urbani riparati e il restante 19,2% in infrastrutture e ripari di fortuna. Inoltre, la distribuzione geografica evidenzia come il 70,3% delle persone senza dimora sia concentrato nel centro storico e nelle aree pedonali, il 28,9% in zone residenziali o periferiche e solo lo 0,8% in aree non urbanizzate. Data la tipologia di osservazione diretta in contesti e condizioni particolari, non sempre è stato possibile rilevare le caratteristiche individuali. La composizione di genere delle persone rilevate in strada risulta composta al 70,1% da uomini e al 12,2% da donne, mentre nel 17,7% dei casi non è stato possibile determinare il genere. Facendo perciò riferimento solo ai casi identificati, la quota di donne sale al 14,8%. Allo stesso modo, nonostante nel 29,9% dei casi non sia stato possibile rilevare la classe di età, l’analisi sui casi noti conferma la concentrazione nella fascia tra i 31 e i 60 anni (79,0%), mentre i giovani tra i 18 e i 30 anni rappresentano il 14,5% e gli ultrasessantenni il 6,5%. Una dinamica analoga si osserva anche per la rilevazione delle nazionalità in quanto, sebbene non sia stato possibile identificarla nel 37,1% dei casi, tra le persone identificate il 74,2% è di nazionalità straniera.

