Uso del suolo

Consumo di suolo

Le dinamiche insediative e l'espansione delle aree urbane e delle infrastrutture connesse sono tra le principali cause del degrado del suolo; in particolare la cementificazione e l'impermeabilizzazione del territorio, la perdita di terreni agricoli, la riduzione della vegetazione, la frammentazione del paesaggio sono le principali conseguenze. Secondo i dati  ISPRA il consumo di suolo continua a trasformare il territorio nazionale con velocità elevate: i cambiamenti rilevati nel 2019 si concentrano in alcune parti del Paese, come le aree di pianura del Nord, l’area metropolitana di Roma, la fascia costiera Adriatica dalle coste romagnole al Salento e il Sud e Sud-Est Siciliano. Le percentuali più elevate di consumo del suolo si registrano in Lombardia (12,1%), Veneto (11,9%) e Campania (10,3%).

A livello comunale la percentuale di suolo consumato sull'intera superficie e la superficie consumata totale espressa in ettari forniscono informazioni tra loro complementari. Le città infatti sono molto diverse tra loro e diverso è lo sviluppo che hanno avuto. Ci sono infatti comuni che hanno un'estensione territoriale molto ampia rispetto all'area urbanizzata (come Roma) e altri in cui la città ha superato i limiti amministrativi (come Milano, Napoli e Torino). Nel primo caso valori assoluti relativamente elevati di superficie impermeabilizzata possono corrispondere a basse percentuali di uso del suolo; nel secondo caso invece le percentuali superano anche il 60% dell'intera superficie comunale. 

Nel 2019 tra le città più grandi si segnala il grado di artificializzazione di Torino (65%), Napoli (62,6%), Milano (58,2%), Padova (49,4%), Bari (42,9%) e Firenze (41,7%).

Bologna si trova nella fascia intermedia per consumo di suolo (33,7% nel 2019); in termini assoluti la superficie consumata è indicata da ISPRA in 4.749 ettari.

Per approfondimenti si consiglia di consultare il portale ISPRA sul consumo di suolo in Italia.